I 5 tipi di padri che incontri alle gare

18 Gen 2018 | Articoli ignoranti | 0 commenti

Ah, i papà: immancabili supporter di noi atleti, è proprio grazie a loro che la nostra carriera natatoria è iniziata, portandoci in piscina per la prima volta insieme alle nostre mamme. E proprio in piscina, a chi non è mai capitato di incappare in personalità più… stravaganti, soprattutto durante le manifestazioni?
Ecco a voi, i cinque tipi di padri che si incontrano alle gare!

1. Quello-è-mio-figlio

Non lo vedi, lo senti: le sue urla di incoraggiamento per suo figlio esordiente B in settima serie su otto, superano la soglia dei 120 decibel. La sua intera esistenza è sacrificata all’attività sportiva di suo figlio, salvo poi uscire di scena con un “me ne frego della medaglia, l’importante è che nuoti bene.”

2. Il farmacista

Leggende narrano che la Polase abbia vari venditori porta-a-porta in borghese disseminati in giro per il mondo, e uno di questi è proprio lui, il padre farmacista, che nutre i suoi figli a colpi di Enervit e Powerade prima, durante e dopo la gara, e che a casa considera sgarro alla dieta sportiva anche un cioccolatino della befana.

3. Il secondo allenatore

«Per fare il tecnico bisogna seguire i corsi della FIN? Ma in che senso?»
Questa è la tipica frase che sentirai dire dal padre che, armato di cronometro, commenta le prestazioni di tutti i nuotatori con la stessa caparbietà di Tommaso Mecarozzi quando fa la telecronaca della lotta.
Non ci resta che unirci in un minuto di silenzio per suo figlio che verrà rimproverato a casa per quella sub lenta o quell’arrivo imperfetto.

4. Il fotografo ufficiale

Stefano Martufi. No, Giorgio Scala di Deepbluemedia. E ancora no: è lui, è il padre che ostenta l’ultimo modello di Reflex fisso sul suo immancabile treppiedi, pronto a filmare anche il 15 metri cronometrato del riscaldamento pregara.
Se glielo chiedi, ti farà il montaggio di tutte le tue gare, impeccabili transizioni a stella di Windows Movie Maker incluse.

5. “Perché non ha scelto il calcio?”

Per amor dei suoi figli non si perde nessuna gara: è sempre lì in prima fila nelle tribune. Peccato che, al contrario di sua moglie super esperta ed entusiasta, non sia ancora riuscito a capire la differenza tra rana e delfino.
È lui, il padre che rimpiange il giorno in cui ha portato i suoi figli in piscina e non al campo da calcio, e che dopo la prima ora di avanti e indietro diventa insofferente. Immaginatevelo durante i 1500 prima delle staffette… E non parlategli di australiana: si rischia il crash.

Articolo di Sofia Serravalle.

Credits: https://swimswam.com/il-nuoto-collante-della-famiglia-perche-genitori-dovrebbero-nuotare-2/

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