Il nuoto giapponese

21 Feb 2021 | Curiosità e racconti | 0 commenti

Vi è mai capitato di gareggiare contro un nuotatore giapponese? Vi assicuro che è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

L’ “arigato” d’arrivo consiste nel ringraziamento alla vasca e all’ acqua. Non importa se si arriva senza forze o se si esce sconfitti dalla gara; il giapponese trova sempre la volontà di scavalcare la corsia, tirarsi fuori dal muretto laterale, alzarsi in piedi e stracolmo di gratitudine inchinarsi dinnanzi alla piscina che, al di là della competizione, è parte della sua vita.
Il tessuto culturale giapponese è retto dal rispetto delle tradizioni, anche di quella sportiva. I giapponesi vedono nello sport una sorta di mantra del benessere. La loro cultura è conosciuta proprio per il saper trasformare una qualsiasi pratica diversa o straniera nella loro tradizione: come succede per lo sport.
In Giappone gli sport diventano simbolo di benessere, vitalità e pratica meditativa, quasi sacra; inserendosi nel tessuto culturale e spirituale di una comunità dalla personalità e dall’ identità fortissime.
Inoltre il giapponese è sicuramente uno dei popoli più gentili della terra. Più grati. Più riconoscente e dedito al rispetto delle regole pratiche e di quelle più spirituali: perché ad esempio il nuotatore giapponese a fine gara si inchina a ringraziare l’acqua? Loro vedono nell’ impresa che hanno appena compiuto la fine di un percorso quasi spirituale più che fisico. Loro DEVONO essere riconoscenti nei confronti del nuoto, della piscina, dell’acqua, che sono stati fattori determinanti di crescita e strumenti inestimabili di cammino nel percorso meraviglioso che hanno intrapreso, che è quello dello sport. Questa è pura poesia.

Noi occidentali in gran parte siamo abituati a vedere il percorso con occhi diversi, a ringraziare noi stessi, il nostro fisico che ci ha permessi di arrivare fin lì, la nostra testa e i nostri preparatori. Noi non ci sentiamo obbligati ad essere grati ad un elemento come l’acqua o ad un ambiente come la piscina per averci permesso di amare e seguire lo sport con tanta dedizione. Non mi sognerei mai di inchinarmi gentilmente e con il sorriso a salutare la vasca dopo una gara per la quale manderei tutti a quel paese. Loro no, loro sono sempre cortesi, onesti, puri. Tanto di cappello per i sol-levantini, i primi a vedere il sole e gli unici ad essere illuminati sempre.

Qualche tempo


Oltre ad essere una mistica “esperienza ultraterrena” per i giapponesi il nuoto è anche uno degli sport più praticati e seguiti. Non mancano nuotatori di spicco di livello internazionale. Anche se attualmente nessun giapponese è in possesso di un record del mondo, si mostrano sempre tra i più competitivi nelle gare individuali e nelle staffette.
Daiya Seto, 4 ori mondiali e 1 bronzo olimpico si candida come il nuotatore giapponese più amato e conosciuto all’estero. Alzi la mano chi l’ha visto una volta senza quel sorrisone stampato in viso.
Senza ombra di dubbio uno dei più forti mististi al mondo, e primatista nipponico dei 200 farfalla. Si è scelto le gare del Dio Phelps e puntare al record del mondo sembra un’impresa enorme. Con il personale sui 200 farfalla di 1’52″53 si piazza 2″ dopo il record di Milák e soltanto 1″ dietro il personale di Phelps; stesso tempo che li separa nei 200 misti.

daiya seto – Ricerca Google


Kōsuke Hagino, meno simpatico, ma sicuramente tanto dotato per fronteggiare il testa a testa nei misti nipponici. Detiene il record giapponese sui 200 misti in 1’55″07 e sui 400 in 4’06″05.

kosuke hagino – Ricerca Google


Ryōsuke Irie, il dorsista più forte al mondo sotto i 180 cm vanta 2 argenti olimpici e 2 argenti mondiali e un 1’52″51 nei 100 dorso, meno di mezzo secondo dall’1’51″92, record del mondo di Aaron Peirsol (191 cm) in gomma.

riosuke irie – Ricerca Google


Invece la traduzione di “nuoto giapponese al femminile”, in giapponese, è Rikako Ikee. Senza nulla togliere alle giovani competitive come ad esempio Kanako Watanabe, 1 oro e 1 argento mondiale e 1’05″88 nei 100 rana; Rikako detiene nel suo paese ben 5 record in gara individuale e 3 in staffetta.
La ragazza, classe 2000, nel palmarès non vanta medaglie e record di livello internazionale, ma i presupposti e le aspettative la proiettano nell’Olimpo dei migliori. Nel 2019, a soli 18 anni, ha ricevuto la diagnosi di leucemia che l’ha costretta ad affrontare la gara più importante della sua vita. Tutti ricorderemo il messaggio d’amore per Rikako del podio dei 100 farfalla ai Mondiali di Gwangju.

“Sono tornata in tutta fretta e dopo gli esami mi è stata diagnosticata la malattia. Non riesco ancora a crederci e sono sconvolta. Ma sarò ancora più forte nel curarla e sconfiggerla”

le parole della ragazza dopo aver appreso la terribile notizia. Era stata scelta come volto dell’Olimpiade di Tokyo 2020.
Per fortuna che i Giochi sono slittati perché Rikako dopo un lungo periodo di cure e riabilitazione è tornata ad allenarsi e oggi, con un enorme bagaglio di ostacoli superati sulle spalle, partirà per un’ avventura tutta nuova ed eccitante: la sua rinascita, con la speranza che si porterà sul tetto del mondo.
A soli 14 anni Rikako è diventata la più giovane giapponese di sempre a raggiungere traguardi internazionali non indifferenti. Nel 2018 anno del suo apice che, se non fosse stato interrotto dalla malattia, si sarebbe spinto ben oltre, ha siglato rispettivamente nei 50, 100 e 200 stile i tempi di 24″21, 52″79 e 1’54”85 che la piazzano tranquillamente tra le prime 10 al mondo in tutte e tre le distanze.
Ma è nella farfalla che eccelle per arrivare a diventare una delle avversarie più temute di Sarah Sjöström: 25″11 e 56″08 i suoi crono nei 50 e 100 farfalla. La malattia ha segnato un nuovo punto di partenza per questa ragazza piccola ma dall’immensa tenacia che non vede l’ora di tornare in gara e dimostrare a tanti ragazzi in difficoltà l’arte di prendere gli ostacoli e trasformarli in trampolini di lancio. Speriamo che questi blocchi di partenza siano stabili, perché Rikako è pronta a scardinarli da terra.

rikako ikee – Ricerca Google



In un’ altra vita vorrei rinascere un nuotatore brutto sì, ma giapponese! Banzai!

articolo scritto da Flavia Santilli

credits: il paese giappone – Ricerca Google


Gli Ultimi Articoli

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vuoi collaborare con noi?

Nel nostro sito sono disponibili spazi pubblicitari per la tua attività!
Contattaci per maggiori informazioni.

NUOTATORI BRUTTI

NUOTATORI BRUTTI
@NUOTATORIBRUTTI
@PUBDELNUOTO
NUOTATORI BRUTTI OFFICIAL
Share This