Piscine chiuse? Niente sport?

3 Feb 2021 | Curiosità e racconti | 0 commenti

ECCO COME CAMBIA IL NOSTRO CORPO:

Non c’è da nasconderlo e nemmeno da vergognarsi, gli atleti che continuano la loro attività si contano sulla punta delle dita.
Tra coloro che pagano il pegno maggiore ci siamo noi nuotatori, infatti lo svolgimento delle amate attività è costretto in un bacino idrico e conseguentemente correlato alla sostenibilità economica dell’impianto che ci ospita.

-E se la nostra società non può permettersi di aprire la struttura?
-E se il gestore dell’impianto che ci ospita non vuole rischiare l’economia dello stesso?
-Noi siamo costretti a star fermi, cosa ci succede?

Purtroppo non possiamo “addolcire la pillola” e più giorni passano più il corpo ne risente.
I cambiamenti fisio-psicologici sono tangibili, ma non spaventiamoci, possiamo risolvere in qualche modo.
10 giorni di inattività hanno mostrato un decremento del flusso sanguigno all’ippocampo (la parte del cervello legato alla memoria e alle emozioni).
Dopo 2 settimane si ha una perdita di massa muscolare (sarcopenia): considerate che la sua regressione avviene 2 volte più velocemente rispetto al tempo necessario per il suo sviluppo.
Nello stesso arco di tempo si verifica un calo del VO2 Max (quella che noi “amiamo” allenare perché non ci stanca per niente, la nostra carissima potenza aerobica, quindi, la quantità massima di ossigeno che il corpo può usare) fino al raggiungimento dei valori di una persona che non si allena per fare uno sport agonistico.

-Ma non ingrassiamo?

Purtroppo studi pubblicati sul “Journal of Strenght” hanno rilevato un aumento della composizione di grasso corporeo del 12% in sole 5 settimane.

-E se riprendiamo ad allenarci ma abbiamo una gara dopo poco tempo? Cosa facciamo?

I fattori fisiologici dovuti al “detraining” (calo della forza, Vo2max, etc) hanno delle leggi che non possiamo modificare MA…abbiamo una cosa che ci salverà sempre!
LA MEMORIA MUSCOLARE
Gli schemi motori immagazzinati nel tempo, le abilità tecniche assimilate ci aiuteranno nell’ esecuzione di un certo movimento e ci permetteranno una ripresa più efficiente, con una capacità di reclutamento delle unità motorie in un lasso di tempo inferiore a chi si è allenato per poco tempo.


Dopo aver letto questo articolo, secondo voi, a parità di detraining, chi avrà risultati migliori? Un velocista o un mezzo-fondista?
NON DIMENTICHIAMO CHE:
Il nostro corpo ha bisogno di movimento. Pratichiamo attività complementari ogni giorno così da ridurre al minimo le perdite di forma fisica.

Articolo scritto da Alessio Matarazzo

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