Segni rossi e cupping therapy

4 Mag 2021 | Curiosità e racconti | 0 commenti

Avete presente King Kong sulla vetta dell’Empire State Building che con i suoi possenti pugni si percuote il petto? Diciamo che anche noi nuotatori spesso prima delle gare ci sentiamo tutti un po’ degli scimmioni possenti. Al posto dei pugni però di solito il petto si arrossa per colpa di schiaffi e manate che, un po’ per fare scena e un po’ forse anche per ragioni ben precise, risuonano in tutte le piscine.
Da sempre, soprattutto in occasione di gare importanti, principalmente gli uomini, che per ovvie ragioni sono più scoperti, una volta rimasti in costume sembrano un po’ delle mucche pezzate, infatti alcune parti del corpo sono arrossate dalle percosse ad altre rimangono “illese” e quindi neutre.
Da sempre ci si è chiesti il motivo per il quale andasse così di moda schiaffeggiarsi petto, gambe e schiena prima delle gare e forse, a parte il fattore scenico, possiamo trovare anche una risposta che possiamo impropriamente definire “scientifica”. Sicuramente è un gesto che, come in battaglia, ci fa sentire più sicuri di noi, ma allo stesso tempo, andando a toccare determinate parti del corpo permettiamo ai nostri muscoli di “svegliarsi”, avete mai notato che indifferentemente dal sesso, ci si schiaffeggia sempre negli stessi punti?
La stimolazione oltre a favorire un aumento del flusso sanguigno a livello capillare, ha anche effetti sui ricettori tattili presenti su quel quadro di pelle. I ricettori tendono a “sensibilizzarsi” permettendoci di migliorare la percezione dell’acqua e rendendo la nuotata più efficace.
Ultimamente però si sta diffondendo anche un’altra tecnica per favorire l’afflusso di sangue ai muscoli e velocizzare il recovery post gara.
Parliamo del cupping therapy, una tecnologia medica tradizionale vecchia migliaia di anni e di cui possiamo ritrovare le prime testimonianze in un antichissimo libro cinese scritto sulla seta… Il BO SHU. Noi però definiremmo questa tecnica “tappi di vetro che lasciano dei segni rossi sulla schiena”, per rendere il concetto più semplice ed immediato.
Questa tecnologia serve principalmente per favorire l’afflusso sanguigno, ma anche per l’eliminazione di sostanze di rifiuto dai nostri corpi. Probabilmente agli ultimi eventi importanti (olimpiadi, mondiali, europei etc…) avrete visto atleti con enormi “bolle” nella schiena. Un amante di questa tecnica è stato sicuramente Michael Phelps, che, alle olimpiadi di Rio 2016 si è presentato proprio pezzato come una mucca, ma diciamo che, probabilmente, non è stata la coppettazione a fargli vincere tutte quelle medaglie.
In ogni caso noi, in quanto Nuotatori Brutti, siamo sicuramente fermi sostenitori degli schiaffi pre gara, e non vediamo l’ora di tornare a vedere tutti le vostre schiene, braccia e petti infiammati dall’estrema voglia di gareggiare e dimostrare il vostro valore!

  • Articolo scritto da Sofia Salaroli

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